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RAVENNASCREEN PROJECT
In convenzione con il Comune di Ravenna

SABATO D'ESSAI

 

sabato 24 gennaio - ore 21:00

Palazzo del Cinema e dei Congressi - Largo Firenze 1, 48121 Ravenna
 

MEDIANERAS - INNAMORARSI A BUENOS AIRES

di Gustavo Taretto Con: Pilar López de Ayala, Javier Drolas Martín, Efrón Ana

PRESENTATO AL 61. FESTIVAL DI BERLINO (2011) NELLA SEZIONE 'PANORAMA'.


Sabato 24 Gennaio, al 61. Festival Di Berlino (2011) nella Sezione 'Panorama' presentiamo, inedito a Ravenna, presentiamo MEDIANERAS - INNAMORARSI A BUENOS AIRES, esordio di Gustavo Taretto che già aveva realizzato un corto con lo stesso titolo, troviamo una sintesi moltiplicata all'ennesima potenza degli stessi stati d'animo, equamente suddivisi tra i due protagonisti Martin e Mariana: ipocondria, malinconia, attacchi di panico, insicurezza, fobie, film geometrico, limpido, di ironia perfino contagiosa.

Nello scenario di una Buenos Aires disordinata e sconclusionata, anche dal punto di vista architettonico, vivono Martín e Mariana. Lui è un web designer le cui nevrosi e fobie lo costringono a vivere barricato nel suo appartamento, schiavo di una realtà virtuale. Lei, una vetrinista vittima di turbamenti e ossessioni, è appena uscita da una lunga relazione. I due, sebbene vivano in due edifici vicini, nella stessa strada e frequentino gli stessi luoghi, non si sono mai accorti l'uno dell'altra e non si sono mai incontrati. Tuttavia, ciò che li separa è proprio ciò che farà sì che i due si incontrino.

"Ex pubblicitario, un gusto visivo sicuro e pronunciato, Taretto pedina queste due vite in trappola catalogando tutto senza sosta. Come se solo dall'accumulo nascesse la soluzione. Così ogni pensiero, sentimento, edificio, ogni mania, fobia, idiosincrasia dei suoi protagonisti, viene censita e mappata. Non nuovissimo ma sottile, insinuante, intelligente. E malgrado la nota di speranza, mai banale o rassicurante." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 ottobre 2014)

"In 'Medianeras', esordio di Gustavo Taretto che già aveva realizzato un corto con lo stesso titolo, troviamo una sintesi moltiplicata all'ennesima potenza degli stessi stati d'animo, equamente suddivisi tra i due protagonisti Martin e Mariana: ipocondria, malinconia, attacchi di panico, insicurezza, fobie.  Ma cosa significa «medianeras»? Gli edifici hanno un lato inutile, non il fronte né il retro, ma quello laterale. Quello si chiama medianera, e ricorda lo sporco e lo smog della città, «riflette le contraddizioni, il lerciume che nascondiamo sotto il tappeto» è utilizzato dalle pubblicità, ma ricordano anche la crisi economica. Ma ecco che proprio in tempo di crisi da quelle mura compatte e inutili si aprono illegalmente piccole finestre che fanno entrare finalmente il sole nei piccoli appartamenti «scatole da scarpe» di 40 mq. Ed ecco che a cominciare da due di quelle finestre i due protagonisti inevitabilmente si incontreranno a dispetto delle chat, delle nevrosi, delle fobie e della insipienza dei costruttori moderni. Va via semplicemente la luce e il computer si spegne. Qualcos'altro deve esseri, oltre alla comunicazione virtuale. Film geometrico, limpido, di ironia perfino calorosa." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 2 ottobre 2014)


"Tre realtà per un unico progetto: Ravenna Screen segna l’inizio di un nuovo corso cinematografico che porta con sé l’ambiziosa missione di arricchire le stagioni della settima arte."
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