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RAVENNASCREEN SEGNALA
In compartecipazione con il Comune di Ravenna

Per non morire di televisione

Appuntamenti con il documentario d'autore
 

Nei giorni 10-11 e 17-18 marzo 2017 torna Per non morire di televisione, quindicesima edizione della rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore curata e organizzata da Ravenna Cinema in compartecipazione con il Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura e Ufficio Attività Cinematografiche.

Il programma propone una selezione delle migliori produzioni di recente uscita. Molti dei documentari che saranno proiettati hanno ricevuto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali e offrono un quadro significativo del momento particolarmente felice che sta attraversando il genere documentario. Quest'anno la rassegna si concentrerà sulle arti visive del Novecento e contemporanee e il loro impatto sulla società e sul biopic, genere in continua evoluzione nel campo dell'audiovisivo.

 

IL PROGRAMMA

 

Venerdì 10 marzo
Ore 20:30
GUIDO GUIDI – COSE DA NULLA
di Agostino Cordelli e Daniele Pezzi | Italia | 2016 | 23’
Il grande fotografo ravennate Guido Guidi racconta il suo percorso di scoperta e avvicinamento alla fotografia e allo stesso tempo il rapporto con la casa di Ronta dove ancora oggi vive e lavora.
Il fotografo Guido Guidi e il regista Agostino Cordelli saranno presenti in sala

a  seguire
MAPPLETHORPE: LOOK AT THE PICTURES
di Fenton Bailey e Randy Barbato | USA – Germania | 2016 | 108’
Apertamente gay, Mapplethorpe ha ritratto il sesso maschile, la nudità, e il fetish agli estremi, portando il suo lavoro ad essere ancora etichettato da molti come “pornografia mascherata da arte”. La storia della vita e dell’opera di Robert Mapplethorpe esplora l’interazione fra la sfera personale e professionale rivelando un artista controverso, che è riuscito a trasformare la fotografia contemporanea in arte.

Sabato 11 marzo
Ore 20:30
LA TEORIA SVEDESE DELL’AMORE
di Erik Gandini | Svezia | 2015 | 76’ (versione integrale)

Erik Gandini, regista italo svedese, parte dalla Svezia in un viaggio cinematografico che lo porta fino all’Etiopia. Il film nasce da una riflessione sul manifesto proposto dal parlamento svedese nel 1972, “La famiglia del futuro”. Il concetto è che ogni relazione umana autentica si basa sull'indipendenza: una donna dal marito, gli adolescenti dai genitori, gli anziani dai figli. L’indipendenza però limita i contatti e le interazioni: così metà della popolazione vive sola, sempre più donne diventano madri single con l’inseminazione artificiale. Testimone d’eccezione, Zygmunt Bauman, il sociologo della Società Liquida  che, con le sue osservazioni sui cambiamenti sociali della Svezia, del mondo compromesso dal web e sul concetto di condivisione, rende il documentario un trattato breve sul prezzo sociale della ricchezza scandinava.

Ore 22:15
PORNO & LIBERTÀ
di Carmine Amoroso | Italia | 2016 | 78’

Nell’Italia degli anni Settanta in un Paese ancora prigioniero dell’ipocrisia cattolica sul sesso, un gruppo di ribelli, muovendosi sulla spinta dei movimenti giovanili di quegli anni, inizia una battaglia contro la censura e il comune senso del pudore attraverso l’arma della pornografia. Un’agguerrita armata di sognatori il cui obiettivo era quello di sfondare il perbenismo borghese e cattolico e sconfiggere sensi di colpa e tabù che avevano soffocato il sesso e l’amore: insieme fecero tremare la chiesa, la politica e le istituzioni.

Venerdì 17 marzo
Ore 18
TODOS SON MIS HIJOS
(Sono tutti miei figli)
di Ricardo Soto Uribe | Argentina | 2016 | 85’

Nel 1976, una dittatura civico-militare instaura in Argentina un nuovo modello economico. Senza saperlo i dittatori stanno generando “l’opposizione”, cioè un gruppo di donne che rivendica la ricomparsa in vita dei suoi 30.000 figli desaparecidos. Ancora oggi, nel crepuscolo della loro vita, le Madri di Plaza de Mayo continuano a costruire nuove forme di identità collettiva, di memoria fertile e di lotta al capitalismo.
Introduce Renato Di Nicola, associazione Kabawil-el otro soy yo

Ore 20:30

PEGGY GUGGENHEIM: ART ADDICT
di Lisa Immordino Vreeland | USA - Italia - UK | 2015 | 80’

Erede delle fortune della famiglia Guggenheim, Peggy è stata una figura centrale per il mondo dell’arte contemporanea: non solo collezionista di opere, ma anche di artisti. Peggy Guggenheim: Art Addict è un documentario sulla vita dell’icona dell’arte Peggy Guggenheim, basata sulla sua biografia. Il film è anche un compendio delle correnti artistiche del ventesimo secolo, mescolate alla vita selvaggia e iconoclasta di una delle donne più potenti della storia dell’arte.

Ore 22:15
DAVID LYNCH: THE ART LIFE
di Jon Nguyen, Rick Barnes, Olivia Neergaard-Holm | USA – Danimarca | 2016 | 90’

David Lynch ci accompagna con questo film in un intimo e personale viaggio nel tempo, raccontandoci gli anni della sua formazione artistica. Dall’infanzia nella tranquilla provincia Americana fino all’arrivo a Philadelphia, seguiamo le tappe del percorso che ha portato David Lynch a diventare uno dei più enigmatici e controversi registi del cinema contemporaneo.

Sabato 18 marzo
Ore 20:30
ELSTREE 1976
di Jon Spira | UK | 2015 | 90’

Tanto tempo fa, in uno studio non lontano da Londra, un esercito di attori sconosciuti sono riuniti per svolgere ruoli minori in un misterioso film di fantascienza, che sarebbe poi andato a conquistare l’universo. Il film si chiama Star Wars, ed è caratterizzato da centinaia di comparse, per lo più nascoste dietro caschi di plastica e maschere di gomma. Diretto da Jon Spira, Elstree 1976 rintraccia 10 dei protagonisti in quel piccolo ruolo quattro decenni più tardi.

Ore 22:15
HITCHCOCK/TRUFFAUT
di Kent Jones | Francia – USA | 2015 | 80’

È il 13 agosto 1962 quando François Truffaut e Alfred Hitchcock (quest’ultimo proprio nel giorno del suo 63esimo compleanno) si siedono l’uno di fronte all’altro per una lunga intervista. Accompagnati dall’interprete Helen Scott, i due staranno insieme una settimana intera, durante la quale il grande autore britannico condividerà con il suo giovane ammiratore i segreti del suo cinema. La vicenda viene rievocata e commentata da alcuni dei più grandi registi contemporanei: Martin Scorsese, David Fincher, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray, Olivier Assayas, Peter Bogdanovich e Paul Schrader.


"Tre realtà per un unico progetto: Ravenna Screen segna l’inizio di un nuovo corso cinematografico che porta con sé l’ambiziosa missione di arricchire le stagioni della settima arte."
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